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Salernitana ad Ellis Island
Tra il 1850 ed il 1985 l'Italia è stata colpita dal grande fenomeno dell'immigrazione. Si stima che circa 29 milioni di persone siano partite dall'Italia in cerca di fortuna verso altre mete. Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni d'Italia, prima si cominciò con le regioni settentrionali ma poi si passò a quelle delle mezzogiorno più le isole. Si può distinguere l'emigrazione italiana in due grandi periodi: quello della grande emigrazione tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del XX secolo (dove fu preponderante l'emigrazione americana) e quello dell'emigrazione europea, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta. In questo racconto ci soffermeremo sull'emigrazione americana raccontando una storia ambientata su Ellis Island, che è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York, e che è stato il principale punto d'ingresso per gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti. Attualmente nell'isola sorge un edificio che ospita l'Ellis Island Immigration Museum, che la protagonista della nostra storia è andata a visitare durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti. Ma eccola qui (nella seguente foto) la nostra protagonista, Caterina, appena sbarcata sull'isola ancora tutta sorridente nonostante le nuvole minacciose all'orizzonte:


Il sorriso però, dura poco sul viso della nostra bella protagonista, Il temporale si avvicina e nonostante ciò i condizionatori all'interno della struttura continuano a pompare aria fredda senza interruzioni ed il freddo comincia a farsi sentire, come potete notare dal viso sofferente della nostra Caterina seduta desolata su una panchina della struttura:


Ma mentre guardava la prossima foto, Caterina si rende conto della fortuna che ha avuto nel corso della sua vita:


Per prima cosa non ha dovuto affrontare dei lunghi e faticosi viaggi alla ricerca della terra promessa, magari trasportando i pochi averi all'interno di una delle valige viste nella foto precedente, ma cosa ancor più importante, il suo compagno di Viaggio (nonche` marito) è un sardoviaggiatore che conosce perfettamente le potenzialità della bandiera sarda e la porge alla dolce mogliettina per provare a riparala dal freddo. Dalle seguenti foto si capisce come Caterina inizialmente fosse abbastanza scettica riguardo l'iniziativa (tenta di scappare, riflette e pensa ad una soluzione alternativa):



Passano però solo pochi minuti prima che la nostra bella protagonista si renda conto della fortuna che le è capitata. Perchè la bandiera sarda le trasmette subito il valore dell'ospitalità ed il calore di un'intera regione e Caterina rinfrancata dal calore ricevuto può nuovamente mostrare a tutti il suo splendido sorriso:




E come si dice, tutto è bene quel che finisce bene ... ancor meglio se finisce con i 4 mori. A seguire una foto per ricordare tutti gli immigrati sardi che in quel periodo hanno dovuto lasciare la propria amata terra:





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